QUARANT’ANNI DI «QUADERNI STEFANIANI».
INDICI PER ANNATA DELLA RIVISTA (1982-2023)
(a cura di Lorenzo Benedetti)
Nell’estate del 1982 usciva il primo numero di una nuova rivista specialistica di studi storici, pensata come sede per la pubblicazione di ricerche inerenti l’Ordine di Santo Stefano papa e martire e, più latamente, il rapporto fra questo, la storia del Granducato di Toscana e del Mediterraneo in età moderna. Il titolo stesso della rivista, «Quaderni Stefaniani», chiariva immediatamente l’asse tematico portante che caratterizzava il periodico, avviato a cadenza annuale e diretto da Rodolfo Bernardini, allora presidente dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano.
Già nel 1991 Danilo Barsanti aveva pubblicato l’indice analitico per autore e sintetico per alcuni grandi temi dei primi dieci numeri della rivista (D. Barsanti, Indice generale dei “Quaderni Stefaniani”. 1982-1991, in «Quaderni Stefaniani», X (1991), pp. 109-126); nel 2006 ha poi lodevolmente riunito in un piccolo volume i medesimi indici aggiornati, unitamente all’elenco delle monografie e delle tesi di laurea sul tema esistenti a quella data (Id., Produzione storiografica e attività culturale dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano (1982-2006), Pisa, Edizioni ETS, 2006).
Il presente lavoro, che indicizza invece per annata, completa specularmente e aggiorna tale raccolta, per certi aspetti diversamente organizzata. Sono stati qui esclusi saluti, prolusioni, notiziari, resoconti di eventi, mentre si sono indicizzate le commemorazioni, le rassegne bibliografiche e le presentazioni, laddove fossero state predisposte come contributi di ricerca. Dal punto di vista più materiale, i refusi nei titoli sono stati corretti, le abbreviazioni e le virgolette sono state riportate come utilizzate nei diversi titoli, e i nomi degli autori stessi sono stati mantenuti come di volta in volta si presentano, anche se difformi. Qualora il titolo riportato nell’indice non coincidesse con quello riportato in capo all’articolo, si è privilegiato quest’ultimo. L’ultima pagina è stata conteggiata, anche se bianca; le pagine contenenti inserzioni sono state omesse.
I (1982)
Franco Gay, Considerazioni sulle navi dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 5-66.
Bruna Pecciarini Gay, L’Abbigliamento e le Uniformi dei Cavalieri di S. Stefano, pp. 67-92.
Alberto Niccolai, I Cavalieri di Santo Stefano e la Scuola Normale di Pisa, pp. 93-102.
Rodolfo Bernardini, Cronistoria dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano, pp. 103-155.
II (1983)
Jean Pierre Filippini, Considerazioni d’insieme sulle forze navali mediterranee alla fine del Settecento, pp. 9-18.
Cesare Ciano, La crisi della marina stefaniana, pp. 19-26.
Daniel Sabatier, La confiscation des biens de l’Ordre de Malte en France d’après les pamphlets déposés à l’Assemblée Constituante, pp. 27-39.
Rodolfo Bernardini, Cenni sugli Ordini cavallereschi e brevi note su quelli del Granducato di Toscana, pp. 41-75.
Fernando Vallerini, I Cavalieri di Santo Stefano nell’arte, pp. 77-159.
III (1984)
Cesare Ciano, Relazione del Presidente dell’Accademia Com.te Prof. Cesare Ciano e commemorazione dello studioso dell’Ordine di S. Stefano, Prof. Gino Guarnieri, pp. 25-28.
Giorgio Cucentrentoli, La morte del Granduca (Titolare) di Toscana, pp. 29-34.
Gino Polleri, Conte Richard Coudenhove Kalergi, il profeta dell’Europa unita, pp. 35-42.
Renato Galli, La religiosità dell’ammiraglio Inghirami, pp. 45-48.
Arrigo Pecchioli, Piero Machiavelli, cavaliere di Santo Stefano, Commissario in mare delle galee, pp. 49-53.
Luciano Lenzi, Considerazioni sulle «Note» del Memoriale del Consiglio dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano inviate a Napoleone il Grande, pp. 55-72.
Umberto Ascani, I Pisani in Terrasanta, pp. 73-79.
Walter Martigli, Sir Robert Dudley e l’Arsenale di Livorno, pp. 91-99.
Laura Secchi, Notizie storiche sull’Arsenale di Genova, pp. 101-122.
Piero Pierotti, L’arsenale delle galere in Pisa, pp. 123-129.
Gino Zoli, A proposito di alcuni strumenti nautici utilizzati ai tempi della Marina Stefaniana, pp. 131-155.
Franco Gay, L’Arsenale dei Veneziani, pp. 157-182.
Bruna Pecciarini Gay, Le uniformi dei Cavalieri di Santo Stefano. Il Regolamento del 1750, pp. 183-194.
Giorgio Bubbi, Il contributo dell’Ordine dei Cavalieri di S. Stefano nella bonifica della Toscana leopoldina (1765-1790), pp. 195-201.
IV (1985)
Gino Zoli, La Scienza del mare spagnola e la navigazione della Marina stefaniana, pp. 65-95.
Ricardo Cerezo Martínez, Incidencia de la declinación magnética en el desarrollo de la cartografia portulana, pp. 97-128.
Cesare Ciano, Da Capo San Vincenzo alla punta di Montenero. Considerazioni su di un portolano di età stefaniana conservato nell’Accademia Navale di Livorno, pp. 129-137.
Corradino Astengo, L’atlante nautico di Giovanni Battista Cavallini conservato presso il Museo di Storia della Scienza di Firenze, pp. 139-156.
Ludovico Inghirami, La macchina «per scoprire e conoscer vasselli in mare navigando» ovvero il «celatone» di Galileo, pp. 157-162.
Osvaldo Baldacci, Gli inizi della cartografia mercatoriana in Italia, pp. 163-176.
Ricardo Cerezo Martínez, En busca de una solución al problema de las latitudes: las cartas planas de doble graduación, pp. 177-195.
Walter Martigli, L’«Arcano del mare» di Robert Dudley e l’idrografia della marina Stefaniana, pp. 197-200.
Maria Luisa Martín Meras, La transicion atlàntica de la cartografia mediterranea española, pp. 201-209.
Laura Secchi, Testimonianze liguri della cartografia nautica spagnola della seconda metà del Cinquecento e del primo Seicento, pp. 211-226.
Bruna Pecciarini Gay, Le uniformi dei Cavalieri di Santo Stefano. Il Regolamento del 1795, pp. 227-240.
Gino Benvenuti, Da Lepanto alla Valacchia, pp. 241-246.
Bernardino Lattanzi di Monterubiaglio, Foligno riceve i Granduchi di Toscana, pp. 247-254.
(supplemento IV, 1985)
Mario Bernocchi, Proposta di ripristino dell’Istituto della Carovana e metodo pedagogico dell’Ordine di S. Stefano Papa e Martire, pp. 11-24.
Giorgio Cucentrentoli, Le armi da fuoco in uso nella Marina Stefaniana e nelle milizie granducali, pp. 25-30.
Lodovico Inghirami, Figure minori dell’Ordine Stefaniano: note biografiche su Tommaso Fedra Inghirami, pp. 31-40.
Luciano Lenzi, Le carte nautiche pisane dei Cavalieri di Santo Stefano. L’Atlante nautico di Piero Cavallini. Proposte di nuova lettura, pp. 41-62.
V (1986)
Cesare Ciano, Il «Cristoforo Colombo» di Charles Verlinden, pp. 29-34.
Karl Rudolf, L’Austria, la Toscana ed il mare, pp. 43-53.
Renato Risaliti, Russia, Austria e Toscana visti dalla corte di Pietroburgo dal 1700 al 1746, pp. 55-66.
Cesare Ciano, La flotta russa nel porto di Livorno: una presenza ingombrante ed imbarazzante per i governi di Vienna e di Firenze, pp. 67-75.
Jean Pierre Filippini, Livorno e i Paesi di dominio austriaco: i rapporti commerciali per via marittima, pp. 77-86.
Paolo Castignoli, Strutture sanitarie a Livorno e Trieste. Soluzioni e schemi comuni nell’età di Maria Teresa, pp. 87-94.
Maria Grazia Biagi, Le comunità eterodosse di Livorno e di Trieste nel secolo XVIII, pp. 95-128.
Laura Secchi, La conoscenza del Mediterraneo nelle cartografie nautiche toscane e austriache nel settecento, pp. 129-142.
Giorgio Cucentrentoli, Il breve soggiorno in Toscana della Granduchessa Maria Teresa, pp. 143-146.
Ermanno Winsemann Falghera, Un’orazione volgare di Atto Sozzifanti, cavaliere di S. Stefano (fl. 1630-35). Echi della guerra al Turco nella letteratura toscana del Seicento, pp. 147-164.
Luciano Lenzi, La Piazza e la Chiesa dei Cavalieri di S. Stefano. Ieri e oggi, pp. 165-196.
Arrigo Pecchioli, Siena e i suoi Cavalieri dell’Ordine stefaniano, pp. 223-228.
Antonio Zazzeroni, San Michele Arcangelo, nel Poggio San Donato di Siena,pp. 229-233.
VI (1987)
Josip Luetić, La Marina mercantile della Repubblica di Ragusa nella marineria mediterranea e mondiale, pp. 15-38.
Cesare Ciano, Considerazioni sulla disciplina a bordo delle navi mediterranee nel sec. XVII, pp. 39-43.
Giuseppe Di Stefano, Vita, imprese e drammi di mare nelle cronache in versi dei fogli volanti spagnoli del Cinquecento, pp. 45-69.
Lionello Negri, Organizzazione sanitaria e malattie infettive e contagiose sulle galere toscane dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 71-91.
Antonio Iannone, La religiosità a bordo delle galere dei Cavalieri di Malta, pp. 93-98.
Mato Kapović, L’importanza delle fonti archivistiche ragusee ai fini della ricerca sulla storia della marineria mediterranea, pp. 99-107.
Maria Teresa Leoni Zanobini, La vita a bordo delle galere del S.M.O. di S. Stefano nel tardo Seicento, attraverso le illustrazioni grafiche di Ignazio Fabroni, pp. 109-154.
André Zysberg, La chiourme au travail sur les galères françaises des XVIIe-XVIIIe siècles, pp. 155-182.
Josip Luetić, Le condizioni igienico-sanitarie dei marittimi sulle navi della Repubblica di Ragusa (1770-1807), pp. 183-192.
Rodolfo Bernardini, L’alimentazione a bordo delle galere stefaniane, pp. 193-195.
Cesare Ciano, Il sergente maggiore Girolamo Cancellieri all’assedio di Negroponte, pp. 241-244.
Natale Rauty, Il Balì dell’Ordine di Santo Stefano a Pistoia ed il suo palazzo, pp. 245-250.
Maria Teresa Leoni Zanobini, Ignazio Fabroni Pistoiese, cavaliere di Santo Stefano e corrispondente navale, pp. 251-260.
Giovanni Antonio Carta, Le bussole nell’età stefaniana, pp. 261-271.
VII (1988)
Milagros Rivera, Las Freilas y los ritos de iniciación a la Orden de Santiago en la edad media, pp. 19-26.
Rodolfo Bernardini, Due insuccessi della politica estera di Cosimo I de Medici: i tentativi di annessione della Corsica e dell’Ordine di S. Lazzaro all’Ordine di S. Stefano P.M., pp. 27-42.
Prim Bertrán, La orden militar de San Jorge de Alfama y la expansión de la Corona de Aragón, pp. 43-50.
Umberto dell’Alba, Note sulla Marina dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, pp. 51-56.
Ricardo Cerezo Martínez, La galera, nave basica de las marinas mediterraneas, su funcion en combate, pp. 57-70.
Pere Molas, Caballeros Catalanes en las Ordenes Militares de Castilla. Siglos XVI y XVII, pp. 71-82.
Arturo Catalano Gonzaga di Cirella, Un falcone per Malta. La Marina del Sovrano Militare Ordine di S. Giovanni di Rodi e di Malta nei secoli XVI e XVII, pp. 83-106.
Eduardo Escartín, Datos del Archivo del Priorato de Cataluña de la Orden de San Juan de Jerusalem acerca de las relaciones con Malta en el siglo XVIII, pp. 107-116.
Luigi Romani, La Marina Monegasca, pp. 117-125.
Laureano Carbonell, El sitio de Argel de 1775. Los Jabeques y las ordenes militares, pp. 127-138.
Paolo Emilio Taviani, L’uomo Colombo: protagonista della grande scoperta, pp. 153-163.
Maria Giulia Burresi, Il restauro degli affreschi del Palazzo del Consiglio dei Dodici, pp. 175-187.
Rodolfo Bernardini, Le pitture della Chiesa conventuale del Sacro Militare Ordine dei Cavalieri di S. Stefano nelle incisioni di Viviano Viviani, pp. 199-213.
Bruna Pecciarini Gay, Le uniformi dei Cavalieri di Santo Stefano. Il Regolamento del 1805, pp. 215-225.
VIII (1989)
Antonio Maria Fascetti, Gloriose imprese della flotta stefaniana nel secolo XVIII, pp. 5-18.
Stefano Renzoni, Su alcuni progetti seicenteschi d’ampliamento della Chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano: ipotesi su Paolo Guidotti architetto, pp. 19-40.
Silvio Piccardi, L’opera dei Lorena per il risanamento della Valdichiana, pp. 41-48.
Franco Paliaga, Maestri legnaioli al servizio dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, 1562-1737, pp. 49-104.
Neri Capponi, Il Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire quale ente canonico, pp. 105-112.
Bruno Casini, I Cavalieri pisani membri del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire (parte prima), pp. 113-276.
IX (1990)
Manifestazioni celebrative del Cinquantenario di fondazione dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano (1939-1989), pp. 5-123.
Ricardo Cerezo Martínez, Las marinas española y toscana en el Mediterráneo en los siglos XVI y XVII, pp. 125-135.
Bruno Casini, I Cavalieri pisani membri del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire (parte seconda), pp. 139-410.
(supplemento IX, 1990)
Danilo Barsanti, Le Commende di Padronato dell’Ordine di S. Stefano a Volterra, pp. 7-18.
Cesare Ciano, La battaglia di Lepanto alla luce della recente critica storica, pp. 19-24.
Maria Teresa Leoni Zanobini, La Cappella Inghirami nel Duomo di Volterra. Primi risultati di un’indagine, pp. 25-44.
Rodolfo Bernardini, Gli ammiragli Iacopo Inghirami e Cammillo Guidi nella bibliografia coeva e moderna, pp. 45-58.
Bruno Casini, Considerazioni sui processi per la vestizione dell’Abito di Cavaliere di S. Stefano e notizie su quello del patrizio volterrano Mario Guarnacci, pp. 59-66.
Danilo Marrara, La Nobiltà di Volterra nella legislazione settecentesca, pp. 67-72.
Giovanni Carta, Orologi solari in Palazzi e possessioni volterrane dei Cavalieri di Santo Stefano, pp. 73-76.
Stefano Renzoni, L’insegnamento artistico a Pisa presso l’istituto della Carovana (1775-1800), pp. 77-94.
Danilo Barsanti, Commende di S. Stefano in casa Lorena, pp. 95-106
Rodolfo Bernardini, La supplica di Giuseppe Bonaparte per vestire l’Abito di Cavaliere di Giustizia dell’Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, pp. 107-118.
X (1991)
Antonio Fascetti, La carta Antoniacci massimo documento della topografia pisana tra Cinquecento e Seicento. Un Granduca pisano: Ferdinando I, pp. 39-46.
Mario Bernocchi, Ristretto di quanto importa la parte e stipendio degli uffiziali e marinari che si ritrovano al servitio delle galere di S.A.S. per tutto gennaio 1691 ab Inc. (1692), pp. 47-74.
Alberto Zampieri – Nicola Angelotti, Fedi di sanità dei cavalieri di S. Stefano. Testimonianze del secolo XVI, pp. 75-100.
Encarnación García de Dini, La Orden de San Esteban y sus relaciones con España, pp. 101-107.
Danilo Barsanti, Indice generale dei “Quaderni Stefaniani”. 1982-1991, pp. 109-126.
XI (1992)
Silvia Silicani, Il patrizio pisano Pio dal Borgo, avvocato e vice-cancelliere dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, pp. 23-41.
Luigi Romani, La repubblica marinara di Pisa e i Cavalieri di Santo Stefano, pp. 43-58.
Alberto Zampieri – Nicola Angelotti – Viviano Mazzoncini, Fedi di sanità dei Cavalieri di S. Stefano. Testimonianze del sec. XVII, pp. 59-86.
Ewa Karwacka Codini, Il progetto dell’isolato dei Cavalieri di S. Stefano nella Livorno medicea. Un contributo sulle ‘case a schiera’, pp. 91-102.
Danilo Barsanti, Commende di padronato e proprietà diretta dell’Ordine di S. Stefano su fabbricati nella città di Pisa, pp. 109-120.
Francesco Redi, Presenze stefaniane nelle chiese pisane descritte nel manoscritto di Paolo Tronci, pp. 121-132.
Ewa Karwacka Codini, Edifici dell’Ordine di Santo Stefano a Pisa: aspetti architettonici e artistici, pp. 133-168.
Walter Martigli, Presenze urbane dell’Ordine di S. Stefano a Livorno, pp. 169-174.
Maria Teresa Lazzarini, Testimonianze artistiche dei Cavalieri di Santo Stefano a Livorno, pp. 175-196.
Giampaolo Trotta, Le case a schiera dell’Ordine di S. Stefano sul Prato d’Ognisanti a Firenze, pp. 197-219.
XII (1993)[1]
Giorgio Spini, Introduzione generale, pp. 9-18.
Jean-Pierre Filippini, Il mondo universitario francese e l’Ordine di San Michele, pp. 19-32.
Danilo Marrara, I rapporti istituzionali tra lo Studio di Pisa e l’Ordine di Santo Stefano, pp. 33-42.
Rita Mazzei, Economia e società a Pisa nella seconda metà del Cinquecento, pp. 43-60.
Danilo Barsanti, I funzionari e i lettori dello Studio di Pisa Cavalieri o Commendatori dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 61-90.
Rodolfo Del Gratta, Problemi giurisdizionali e di precedenza sorti fra l’Ordine di Santo Stefano e lo Studio pisano, pp. 91-100.
Andrea Moroni, L’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano e la Scuola Normale di Pisa, pp. 101-112.
Romano Paolo Coppini, Gaetano Giorgini e la riforma universitaria del 1840, pp. 113-122.
Alessandro Volpi, La Facoltà di Scienze naturali dell’Università di Pisa negli anni quaranta dell’Ottocento, pp. 123-134.
Gaetano Greco, Conflitti sulla giurisdizione spirituale fra l’Arcivescovo di Pisa ed il Priore della chiesa conventuale di Santo Stefano alla fine del Seicento, pp. 135-162.
Anna Vittoria Migliorini, Flaminio dal Borgo Cavaliere stefaniano e storico dello Studio di Pisa, pp. 163-176.
Giuliana Volpi Rosselli, Cavalieri di Santo Stefano laureati all’Università di Pisa, pp. 177-188.
Giovanna Tanti, Il terzo deposito del fondo Università nell’Archivio di Stato di Pisa, pp. 189-198.
Flavia Bucciero, I materiali di nuova schedatura del fondo Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, pp. 199-216.
Bruno Casini, I Curini fra Università di Pisa e Ordine di Santo Stefano, pp. 217-228.
Barbara Marangoni, Professori dello Studio di Pisa e dell’Ordine di Santo Stefano, 1702-1751, pp. 229-244.
Alberto Zampieri – Nicola Angelotti, Fedi di sanità dei cavalieri di Santo Stefano. Testimonianze dei secoli XVI-XVIII, pp. 245-254.
Danilo Barsanti, Stanislao Grottanelli de’ Santi Professore di medicina pubblica a Pisa e Priore dell’Ordine di Santo Stefano (1788-1874), pp. 255-282.
(supplemento XII, 1993)
Rodolfo Bernardini, L’Ordine di S. Stefano e la città di Pisa, pp. 21-28.
Marco Gemignani, La crociera primaverile delle galere stefaniane nel 1613, pp. 47-72.
Alberto Zampieri – Nicola Angelotti, Fedi di sanità dei cavalieri di Santo Stefano. Testimonianze del secolo XVIII, pp. 73-92.
XIII (1994)
Rodolfo Bernardini, Francesco Sassetti cavaliere di S. Stefano e ufficiale della Grande Armée, pp. 17-28.
Stefano Ulivieri, Commende livornesi nell’Ottocento, pp. 29-47.
Umberto Ascani, L’Ordine di Santo Stefano e il Regno d’Etruria. I Lorena e i Borbone, pp. 49-59.
Silvano Burgalassi, Religiosità e devozioni del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e martire alla luce del Concilio di Trento, pp. 75-94.
Giovanni Scarabelli, L’assistenza religiosa nella Marina dell’Ordine di Malta, pp. 95-145.
Gaetano Greco, Funerali e tafferugli nel tardo seicento pisano, pp. 147-157.
Rodolfo Bernardini, I Cavalieri Sacerdoti del Sacro Militare Ordine di S. Stefano P.M., pp. 159-182.
Danilo Barsanti, Cerimonie funebri di illustri personaggi fra sette e ottocento nella Conventuale dell’Ordine di S. Stefano a Pisa, pp. 183-197.
Stefano Barandoni, La liturgia musicale dei Cavalieri di S. Stefano: la Cappella Musicale della Chiesa Conventuale, pp. 199-208.
XIV (1995)[2]
Danilo Marrara, La nobiltà civica toscana nell’età della Reggenza. Dagli statuti dell’Ordine di Santo Stefano alla legge del 1750, pp. 7-16.
Bernardo Sordi, La riforma leopoldina delle Comunità tra modelli progettuali e realizzazioni concrete, pp. 17-28.
Danilo Barsanti, La nobiltà, la riforma municipale a Pisa e il ruolo dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 29-52.
Teresa Calogero, La riforma comunitativa a Firenze: «rappresentanza pubblica» e ruolo della nobiltà, pp. 53-82.
Carlo Mangio, La riforma municipale a Livorno, pp. 83-120.
Mario Ascheri, La nobiltà e la riforma delle istituzioni comunali a Siena, pp. 121-140.
Silvio Pucci, Nobiltà feudale e riforma comunitativa nel Senese, pp. 141-164.
Roberto G. Salvadori, La nobiltà e la riforma municipale di Arezzo, pp. 165-194.
Annamaria Galoppini, Le riforme municipali toscane e la condizione femminile, pp. 195-206.
Gaetano Greco, Il clero nelle riforme municipali toscane, pp. 207-244.
Roberto G. Salvadori, La condizione giuridica degli ebrei nel periodo leopoldino, pp. 245-260.
Anna Vittoria Migliorini, La nobiltà lucchese e la legge sui matrimoni ineguali, pp. 261-270.
Barbara Marangoni, Il Senato fiorentino tra Ordine di Santo Stefano e legislazione nobiliare, pp. 271-284.
Flavia Bucciero, Nobili e cavalieri nelle Comunità del territorio pisano, nelle carte dell’Ufficio dei Fossi, pp. 285-300.
Marcella Aglietti, La famiglia Agliata tra Ordine di Santo Stefano e Comunità di Pisa, pp. 301-326.
Laura Vigni, Per una storia della nobiltà civile: Siena dalla legge sulla nobiltà alla riforma comunitativa, pp. 327-356.
Bruno Casini, I Cavalieri stefaniani e i Priori della Comunità di Pisa durante la Reggenza lorenese, pp. 357-414.
Aurora Savelli, Sulla storia della riforma comunitativa nella Provincia Superiore Senese: dalle carte di Pompeo da Mulazzo Signorini, pp. 415-436.
(supplemento XIV, 1995)[3]
Paolo Nardi, Presentazione delle opere edite dall’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano in occasione del 650° anniversario della fondazione dello Studio generale di Pisa, pp. 19-38.
Rodolfo Bernardini, Pisa, l’Ordine di S. Stefano e la Corsica, pp. 39-48.
Marcella Aglietti, La famiglia Agliata nell’Ordine di Santo Stefano (secoli XVII e XVIII), pp. 49-90.
Marco Gemignani, Esempi di collaborazioni in seno all’Armata navale cattolica, pp. 91-113.
Danilo Barsanti, I cavalieri di Santo Stefano nel 1859, pp. 115-120.
Federico Cresti, «Imprese delle galere serenissime» e altri documenti stefaniani: musulmani condotti in schiavitù e cristiani liberati in tre manoscritti inediti sulla corsa toscana nei secoli XVI e XVII, pp. 121-186.
Enzo Virgili, Giovanni d’Asburgo, il parricida, pp. 187-194.
XV (1996)[4]
Danilo Barsanti, L’istituto della Carovana nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 5-100.
Marcella Aglietti, La Carovana di Santo Stefano e lo Studio di Pisa, pp. 101-132.
Ewa Karwacka Codini, Le trasformazioni architettoniche degli edifici di piazza dei Cavalieri in funzione della Carovana, pp. 133-168.
Danilo Marrara – Cinzia Rossi, Filippo Buonarroti Cavaliere e Carovanista di Santo Stefano, pp. 169-224.
Rodolfo Bernardini, Istruzione e obblighi militari dei Cavalieri Carovanisti da Cosimo I a Pietro Leopoldo I, pp. 225-286.
(supplemento XV, 1996)
Luigi Lotti, Introduzione generale al convegno «L’Ordine di Santo Stefano e la nobiltà toscana nelle riforme municipali settecentesche», pp. 17-24[5].
Romano Paolo Coppini, La produzione storiografica dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano nel 1995, pp. 25-32.
Cristiana Malaguzzi Valery, La famiglia Cascina nell’Ordine di Santo Stefano e nello Studio di Pisa, pp. 33-94.
Marco Gemignani, L’attività della squadra stefaniana nelle acque sarde fra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, pp. 95-110.
Stefano Renzoni, Pittura e architettura dell’Ottocento nella campagna pisana: sulla committenza stefaniana a Castelmaggiore e ai Bagni di S. Giuliano, pp. 111-142.
Danilo Barsanti, Per una storia dei rapporti fra Pisa e la Corsica: commende e commendatori corsi nell’Ordine di S. Stefano, pp. 143-154.
Mario Pinna, La nuova Raccolta Colombiana. Un’opera enciclopedica sull’epoca delle grandi scoperte geografiche, pp. 157-162.
Luigi Romani, Una giornata a bordo con Cristoforo Colombo: tecniche marinare e costumi di vita, pp. 163-170.
Simonetta Conti, L’apertura del Laboratorio di Livorno e la collaborazione con Giovan Battista Cavallini, pp. 171-186.
Osvaldo Baldacci, La rossa croce della bandiera di Genova sull’isola di Chio riaffermata da un’azione dei Cavalieri di S. Stefano P.M., pp. 187-206.
Giovanni Antonio Carta, Ricordo dell’architetto Walter Martigli, pp. 209-211.
Giovanni Battista Biondi della Sdriscia, Ricordo di Lodovico Inghirami, pp. 213-218.
XVI (1997)[6]
Emilio Cristiani, Qualche considerazione su nobili e «milites» pisani nei secoli XIII e XIV, pp. 7-14.
Danilo Barsanti, Il ruolo dei pisani negli organi direttivi dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 15-26.
Danilo Marrara, I Priori della Chiesa Conventuale di Santo Stefano e Provveditori dello Studio di Pisa (1575-1808), pp. 27-46.
Romano Paolo Coppini, I funzionari del governo civile, militare ed ecclesiastico di Pisa cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano in età lorenese, pp. 47-58.
Cinzia Rossi, Giovanni Toso Priore della Chiesa Conventuale dell’Ordine di Santo Stefano e Provveditore dello Studio di Pisa, pp. 59-82.
Rodolfo Del Gratta, Girolamo Sommaia Priore della Chiesa Conventuale e Provveditore dello Studio Pisano, pp. 83-96.
Elisa Panicucci, L’ammissione all’Ordine di Santo Stefano di Gaspare Cerati Priore della Conventuale e Provveditore dello Studio di Pisa, pp. 97-116.
Serena Simonini, I Provveditori dello Studio Sergrifi, Fabroni e Puccinelli e le loro anomale designazioni come Priori della Conventuale, pp. 117-154.
Cristiana Malaguzzi Valery, L’Ordine di Santo Stefano come strumento di ascesa sociale: la famiglia Bertolini dalla commenda all’auditorato, pp. 155-190.
Marco Cini, Due alti prelati ottocenteschi cavalieri dell’Ordine e dirigenti dello Studio: Giulio Boninsegni e Cosimo Corsi, pp. 191-206.
Bruno Casini, Cavalieri e Gran Croci in casa Del Mosca, pp. 207-216.
Marcella Aglietti, Cavalieri e Gran Croci stefaniane in casa Campiglia, pp. 217-262.
Marco Gemignani, L’ammiraglio Marc’Antonio Calefati comandante della flotta stefaniana, pp. 263-300.
Flavia Bucciero – Roberto Castiglia, La famiglia Sanminiatelli fra Ordine di Santo Stefano, Comunità di Pisa ed altri incarichi governativi nei secoli XVIII e XIX, pp. 301-338.
Angelo Nesti, Niccolò Siminetti Gran Priore della Carovana e Commissario della città di Pisa, pp. 339-358.
Alessandro Volpi, I Governatori di Pisa cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 359-378.
Giovanni Carletti, I Prefetti della città di Pisa cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 379-390.
(supplemento XVI, 1997)
Romano Paolo Coppini, La produzione storiografica dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano nel 1996, pp. 23-31.
Paola Repice, Arturo Pannocchieschi d’Elci (1561-1614) Priore della Chiesa conventuale dell’Ordine di Santo Stefano e Provveditore dello Studio di Pisa, pp. 33-82.
Andrea Giglia, Architetti ed ingegneri al servizio dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 83-116.
Danilo Barsanti, Introduzione storica sulle commende dell’Ordine di S. Stefano, pp. 117-130.
Francesco Rapezzi, Le vicende della commenda Maggiolini-Giovannini sul Monte Amiata (1689-1859), pp. 131-148.
Rodolfo Bernardini, Il Registro delle Prede dell’Ordine di Santo Stefano e le bandiere conservate nella Chiesa conventuale, pp. 149-184.
XVII (1998)[7]
Danilo Marrara, La nobiltà senese e l’Ordine di Santo Stefano. Alcune considerazioni introduttive, pp. 7-22.
Danilo Barsanti, I Petrucci e la commenda di San Donato. Storia di una famiglia e del suo patrimonio nelle carte dell’Ordine di Santo Stefano (1565-1797), pp. 23-64.
Marcella Aglietti, La famiglia Piccolomini nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 65-134.
Elisa Panicucci, La famiglia Tolomei nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 135-172.
Cinzia Rossi, La famiglia Marescotti nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 173-196.
Cristiana Malaguzzi Valery, La famiglia Saracini nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 197-224.
Serena Simonini, La famiglia Marsili nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 225-248.
Danilo Marrara, La famiglia Bellanti nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 249-272.
(supplemento XVII, 1998)
Fabrizio Bulleri, Le vicende della commenda Sproni di Livorno (secoli XVII-XIX), pp. 23-62.
Marcella Aglietti, Cavalieri dell’Ordine di S. Stefano in casa Orsini a Pitigliano, pp. 63-87.
Serena Simonini, Pescia città nobile. Il motuproprio del 25 luglio 1732 e i suoi riflessi sull’Ordine di Santo Stefano, pp. 89-104.
Danilo Barsanti, La commenda Fanucci di Grosseto, pp. 105-134.
Danilo Barsanti, Cavalieri e commendatori dell’Ordine di S. Stefano ai confini della Repubblica di S. Marino, pp. 145-153.
Giorgio Cucentrentoli di Monteloro, Sugli Ordini cavallereschi della casa Asburgo-Lorena-Toscana, pp. 155-159.
Verter Casali, Toscana granducale e Repubblica di San Marino. La nobiltà sammarinese, pp. 161-173.
XVIII (1999)[8]
Tommaso Fanfani, L’agricoltura toscana tra mutamento e conservazione: secoli XVI-XIX, pp. 7-22.
Marcello Berti, Il ruolo della fattoria in età medicea, pp. 23-58.
Romano Paolo Coppini, Politica e amministrazione: il governo lorenese delle fattorie stefaniane, pp. 59-70.
Anna Guarducci – Leonardo Rombai, La cartografia delle fattorie dell’Ordine di S. Stefano, pp. 71-110.
Ivan Tognarini, Cosimo I de’ Medici e l’Ordine di Sano Stefano. Il mare, le fattorie, il ferro, pp. 111-140.
Valeria Pinchera, L’amministrazione centrale delle fattorie dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano in età medicea, pp. 141-156.
Angelo Nesti, Cavalieri, nobili, mercanti: la gestione in appalto delle fattorie stefaniane (1746-1782), pp. 157-182.
Alessandro Volpi, Fisiocrazia e riforma dell’agricoltura: il caso di Giovanni Neri funzionario dei Lorena, pp. 183-212.
Andrea Giuntini, Vie di comunicazione e commerci in Toscana fra ’700 e ’800. Le fattorie dell’Ordine di Santo Stefano nella Valdichiana, pp. 213-234.
Elsa Luttazzi, Fonte a Ronco: ripensamenti e prospettive, pp. 235-250.
Marcella Aglietti, Una fattoria in Valdichiana nella seconda metà del XVIII secolo: Bettolle, pp. 251-294.
Marco Lenzi, Un’operazione finanziaria del regno d’Etruria: l’alienazione della tenuta di Suese (1802-1805), pp. 295-316.
Christine Valerie Pennison, Le fattorie dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano nelle carte dell’Archivio di Stato di Pisa, pp. 317-338.
Marcella Spadoni, La storiografia sulle fattorie dell’Ordine, pp. 339-358.
(supplemento XVIII, 1999)
Romano Paolo Coppini, La produzione storiografica dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano nel 1998, pp. 21-26.
Giancarla Mei, I Maggi di Livorno e l’Ordine di Santo Stefano (secoli XVII-XIX), pp. 27-84.
Nicoletta Giannecchini, Gli Aulla di Pisa e l’Ordine di Santo Stefano (secoli XVI-XIX), pp. 85-136.
Monica Melfa, La famiglia Malavolti di Siena nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 137-184.
Alessia Zappelli, Alcibiade Bellanti Lucarini (1645-1724). Un nobile senese nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 185-238.
XIX (2000)[9]
Marcella Aglietti, La chiave della Toscana. Lo Stato di Piombino nella politica asburgica prima di Cateau Cambresis (1541-1559), pp. 9-80.
Cinzia Rossi, L’infeudamento di Portoferraio a Cosimo de’ Medici, pp. 81-90.
Danilo Barsanti, Cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano in casa Appiano, pp. 91-108.
Alessia Zappelli, Il baliato di Piombino in casa Ruggieri Buzzaglia (1705-1809), pp. 109-166.
Serena Simonini, La commenda Falchi, pp. 167-188.
Cristiana Malaguzzi Valery, La commenda Vantini di Portoferraio, pp. 189-210.
Alessandro Volpi, Cavalieri e commendatori di grazia a Piombino e Portoferraio nel XIX secolo, pp. 211-228.
Marco Lenzi, La famiglia Desideri, pp. 229-244.
Marco Gemignani, La cattura della «Padrona» di Biserta nel 1675, pp. 245-258.
Carlo Mangio, La nomina di Iacopo VI Appiani a «Capitano generale di mare et Ammiraglio» della flotta toscana (6 maggio 1564), pp. 259-268.
(supplemento XIX, 2000)
Rolando Nieri, La produzione storiografica dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano nel 1999, pp. 25-32.
Cinzia Rossi, Giovanni Antonio Pecci (1693-1768). Un nobile senese nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 41-142.
Alessia Zappelli, La famiglia Bargagli di Siena nell’Ordine di Santo Stefano (1672-1859), pp. 143-204.
Giovanni Scarabelli, I percorsi della Fede dei Cavalieri di Santo Stefano Papa e Martire, pp. 209-258.
Mario Sensi, Santuari ad instar del Santo Sepolcro, pp. 259-286.
Paolo Caucci von Saucken, Pellegrinaggio e Cavalleria, pp. 287-306.
Rassegna stampa e cronaca fotografica delle manifestazioni per il sessantesimo anno di fondazione dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano, pp. 307-382.
XX (2001)[10]
Gonçal López Nadal, La riqueza del caos y el caos de la riqueza. El Mediterráneo en los tiempos de los Caballeros de San Esteban, pp. 5-18.
Salvatore Bono, Cavalieri di Santo Stefano nella storia del Mediterraneo, pp. 19-30.
Franco Angiolini, L’Ordine di Santo Stefano, i Toscani e il mare, pp. 31-50.
Rodolfo Bernardini, Le relazioni a stampa delle imprese della Marina stefaniana, pp. 51-66.
Lilia Zaouali, Taifa dei Rais e Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano: potere e rappresentazione nella città. Un approccio comparativo, pp. 67-82.
Marco Gemignani, Diplomazia e Marina stefaniana nell’epoca di Francesco I de’ Medici, pp. 83-110.
Carlo Mangio, Alcune considerazioni sulla politica mediterranea di Cosimo II e di Ferdinando II, pp. 111-128.
Niccolò Capponi, Strategia marittima, logistica e guerra navale sotto Ferdinando II de’ Medici (1621-1670), pp. 129-144.
Luigi Romani, Cavalieri di Santo Stefano in margine alle nozze di una regina, pp. 145-152.
Lucia Frattarelli Fischer, Prede di mare nella Toscana del Seicento. Schede di ricerca, pp. 153-168.
Luca Lo Basso, Schiavi, forzati e buonevoglie. La gestione dei rematori delle galere dell’Ordine di Santo Stefano e della Repubblica di Venezia. Modelli a confronto, pp. 169-232.
Marco Lenzi, La gestione delle galere stefaniane negli anni quaranta del ’600, pp. 233-248.
Alessandra Contini, Note sulla politica mediterranea della Reggenza lorenese e l’Ordine di Santo Stefano, pp. 249-268.
Marcella Aglietti, La riforma della Marina stefaniana (1750): l’atto di morte delle galere dell’Ordine, pp. 269-296.
Bianca Maria Cecchini, I cavalieri di Santo Stefano e il mare. Una messa a punto storiografica, pp. 297-312.
(supplemento XX, 2001)
Danilo Marrara, La produzione storiografica dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano nel 2000, pp. 23-32.
Eleonora Cecchi, Le famiglie Bardi e Bardi Bandini nell’Ordine di Santo Stefano e nel patriziato senese, pp. 33-62.
Cinzia Rossi, L’infeudamento di Siena a Cosimo de’ Medici, pp. 63-84.
Alessia Zappelli, L’Ordine di Santo Stefano e le città nobili della Toscana, pp. 85-102.
Marcella Aglietti, Nobili e cavalieri di Santo Stefano tra Toscana e Spagna a metà del XVIII secolo, pp. 103-174.
Danilo Marrara, L’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano nel Discorso di Pompeo Neri sulla nobiltà e nella legislazione toscana della Reggenza, pp. 175-188.
Grazia Badino, Santo Stefano della Vittoria: un tempio di Giorgio Vasari per la Corona granducale e per la fondazione dell’Ordine dei Cavalieri di Cosimo I, pp. 189-222.
Luigi Romani, L’epoca aurea della vela. Dalle grandi scoperte geografiche ai clipper, pp. 223-236.
XXI (2002)[11]
Alessandro Volpi, Il ruolo di Pontremoli nel Granducato di Toscana, pp. 5-22.
Andrea Labardi, Presenze di giuristi pontremolesi nell’Università di Pisa dal tardo Cinquecento alla prima metà del Settecento, pp. 23-46.
Carlo Mangio, L’auditore Stefano Bertolini e il problema del vescovado di Pontremoli, pp. 47-66.
Danilo Barsanti, La famiglia Curini, pp. 67-78.
Bianca Maria Cecchini, La commenda Cavalli (Cavalla) di Pontremoli, pp. 79-98.
Francesca Catta, La commenda Canossa di Pontremoli, pp. 99-112.
Cristiana Malaguzzi Valery, Due famiglie di commendatori di padronato: i Bertolini e i Venturini di Pontremoli, pp. 113-134.
Marco Cini, Fedeltà dinastica e identità di ceto: l’aristocrazia di Pontremoli e l’Ordine di Santo Stefano dalla Restaurazione all’Unità, pp. 135-156.
(supplemento XXI, 2002)
Danilo Barsanti, Le attività culturali dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano nel ventennio 1982-2001, pp. 21-24.
Francesca Catta, La famiglia Del Taia nell’Ordine di S. Stefano e nel patriziato senese, pp. 25-68.
Domenico Cheli, Le famiglie Bianchi e Bianchi Bandinelli di Siena nell’Ordine di Santo Stefano (1699-1859), pp. 69-106.
Giovanni Scarabelli, Archivi privati o familiari per la storia dell’Ordine di S. Stefano, pp. 107-126.
Rita Romanelli, Il governatore di Livorno Federigo Barbolani da Montauto (1742-1789), cavaliere dell’Ordine di S. Stefano, e la cura delle torri difensive della costa grossetana nel tardo Settecento, pp. 127-160.
Bruna Pecciarini Gay, Le navi medicee nei disegni di Baccio Del Bianco, architetto fiorentino, pp. 161-172.
XXII (2003)[12]
Romano Paolo Coppini, Relazione introduttiva, pp. 5-10.
Danilo Barsanti, Caratteri e numeri delle commende di grazia nell’Ordine di S. Stefano, pp. 11-32.
Alessandro Volpi, La politica privata dei granduchi. Commende di grazia nell’Ottocento, pp. 33-54.
Emanuela Minuto, Fortune e sventure di un funzionario fedele: Luigi Cambray Digny commendatore di grazia, pp. 55-64.
Andrea Moroni, Girolamo Gargiolli funzionario dei Lorena, pp. 65-76.
Marco Manfredi, I beneficiati del Granduca: i commendatori della città di Pisa, pp. 77-88.
Alessandro Breccia, Uomini di cultura e Ordine stefaniano. Docenti e funzionari universitari commendatori di grazia nell’Ottocento, pp. 89-104.
Marco Cini, «Sol da Iddio deriva il potere dei re»: il cardinale Cosimo Corsi commendatore dell’Ordine di S. Stefano, pp. 105-118.
Christine Valerie Pennison, Un ebreo Cavaliere di grazia: Paolo di Isacco Bensamoni, console toscano a Bona, pp. 119-130.
Flavia Bucciero, Giuseppe Samminiatelli, cavaliere per commenda: una vicenda patrimoniale emblematica, pp. 131-144.
Alessia Zappelli, Commendatori di grazia in casa Bargagli, pp. 145-158.
Francesca Catta, Due nobili senesi commendatori di grazia: Marcello Segardi Biringucci e Giovanni Piccolomini, pp. 159-172.
Marco Pignotti, Il ministro Alessandro Humbourg cavaliere e commendatore, pp. 173-180.
Antonio Chiavistelli, Commendatori Presidenti del Buon Governo: Ciantelli e Bologna, pp. 181-200.
Fabio Bertini, Commendatori fiorentini: i banchieri Morrocchi e Bellini delle Stelle, pp. 201-208.
(supplemento XXII, 2003)
Danilo Barsanti, Presentazione della produzione scientifica del 2002 dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano, pp. 33-44.
Danilo Marrara, Nobiltà civica, patriziato e Ordine di S. Stefano nella Toscana settecentesca, pp. 45-56.
Raffaella Vannucci, I D’Angelo di Livorno. Una famiglia di mercanti, militari, cavalieri e uomini politici nella Toscana dei secc. XVII-XIX, pp. 57-106.
Fabio Panicucci, I Lorenzi e l’Ordine di S. Stefano, pp. 107-146.
Martina Mancini, I Boscaini di Pisa (secc. XVI-XX), pp. 147-186.
Romano Paolo Coppini, Ludovico I e il Regno d’Etruria, pp. 195-204.
Stefano Barandoni, Le esequie solenni in suffragio di Ludovico I di Borbone Parma, pp. 205-218.
XXIII (2004)[13]
Danilo Marrara, La città di San Miniato nel quadro delle patrie nobili della Toscana, pp. 5-14.
Danilo Barsanti, Il ruolo di San Miniato nell’Ordine di Santo Stefano e nella storia toscana dei secoli XVI-XIX, pp. 15-24.
Gaetano Greco, Al servizio del principe: i Grifoni di San Miniato e l’Ordine di Santo Stefano, pp. 25-38.
Alessia Zappelli, La famiglia Roffia nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 39-98.
Andrea Labardi, Gli Ansaldi di San Miniato e l’Ordine di Santo Stefano, pp. 99-126.
Francesca Catta, La commenda Morali, pp. 127-156.
Eleonora Baldasseroni, La commenda Mercati, pp. 157-186.
Diletta Della Latta, Cavalieri e commendatori in casa Portigiani, pp. 187-216.
(supplemento XXIII, 2004)
Danilo Barsanti, Presentazione della produzione scientifica del 2003 dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano, pp. 23-32.
Alessandro Volpi, Aspetti della gestione del patrimonio immobiliare urbano dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 33-52.
Emiliano Rovini, La famiglia Catanti (secoli XV-XX), pp. 53-108.
Alessia Zappelli, Una famiglia corsa nell’Ordine di Santo Stefano. I Franceschi da Centuri a Pisa, pp. 109-136.
Diletta Della Latta, I Frosini e l’Ordine di Santo Stefano, pp. 137-166.
XXIV (2005)[14]
Romano Paolo Coppini, I Lorena fra Boemia e Toscana. L’uso della documentazione ceca nella storiografia italiana, pp. 7-16.
Rodolfo Bernardini, Il ruolo dell’Ordine di S. Stefano nella Toscana granducale e la sua importanza nella storiografia coeva, pp. 17-28.
Danilo Barsanti, Fra Pisa e Praga. L’Ordine di S. Stefano in Boemia, pp. 29-60.
Eva Gregorovičová, L’archivio familiare degli Asburgo Lorena a Praga: una fonte per la storia dell’Ordine di S. Stefano, pp. 61-82.
Danilo Marrara, La natura giuridica delle ammissioni per giustizia all’Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, pp. 83-90.
(supplemento XXIV, 2005)
Alessandro Volpi, Presentazione della produzione scientifica del 2004 dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, pp. 19-26.
Cinzia Rossi, La Reggenza lorenese e le casate nobili di Siena. Un singolare documento del 1743, pp. 27-102.
Giovanni Scarabelli, Una testimonianza stefaniana inedita sulla campagna marina del 1717, pp. 103-126.
Eleonora Baldasseroni, I Pannocchieschi d’Elci. La commenda «Elci prima» e le presenze del ramo di Carlo di Achille nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 127-222.
Sonia Mazzoni, Gli Stagi di Pietrasanta e l’Ordine di Santo Stefano, pp. 223-244.
Alfonso Marini Dettina, Natura giuridica del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire e professione dei suoi cavalieri, pp. 245-256.
Alessandra Montemagni, La famiglia Monti, pp. 257-282.
Rodolfo Bernardini, Il lavoro degli schiavi in epoca moderna. Cenni storici e aspetti socio-economici del fenomeno nella Toscana granducale, pp. 283-302.
Rodolfo Bernardini, Ricordo dell’ammiraglio di squadra Agostino Straulino “Una vita dedicata al mare”, pp. 303-306.
XXV (2006)[15]
Danilo Barsanti, Volterra: una città di cavalieri. Spunti per una discussione, pp. 9-16.
Eleonora Baldasseroni, La famiglia Inghirami nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 17-68.
Francesca Catta, La famiglia Falconcini nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 69-90.
Alessia Zappelli, La famiglia Incontri nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 91-126.
Denise Ulivieri – Laura Benassi, Oltre la facciata: storia, architettura e restauri del palazzo Incontri a Volterra, pp. 127-146.
Marco Cini, Il ceto dirigente volterrano all’indomani del primo scioglimento dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 147-178.
Marco Gemignani, Le imprese del cavaliere volterrano Cammillo Guidi, pp. 179-200.
Cinzia Rossi, Il Discorso di Lorenzo Cantini sulla legge toscana del 31 luglio 1750 per regolamento della nobiltà e cittadinanza, pp. 201-226.
(supplemento XXV, 2006)
Alessandro Volpi, Presentazione della produzione scientifica del 2005 dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, pp. 19-26.
Francesca Catta, Il diario di Filippo Morali ostaggio dei rivoluzionari francesi (1799-1800), pp. 27-82.
Valentina Gagliardo, La famiglia Placidi nel patriziato senese e nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 83-146.
Eleonora Baldasseroni, L’affondamento della galera stefaniana Santa Maria Maddalena (Golfo di Lione, 7 maggio 1618), pp. 147-178.
Danilo Barsanti, Pisa sotto il Regno d’Etruria (1801-07): imposte, disgrazie e timori, pp. 179-188.
Stefano Renzoni, Luigi Pera e il completamento della facciata della chiesa di S. Stefano dei Cavalieri, pp. 189-200.
Rodolfo Bernardini, Note di confronto sul lavoro degli schiavi e degli uomini liberi nella Toscana granducale del XVI e XVII secolo, pp. 201-207.
XXVI (2007)[16]
Luis Ribot García, Toscana y la política española en la Edad Moderna, pp. 13-38.
Franco Angiolini, Spagna, Toscana e politica navale, pp. 39-66.
Carlo Mangio, Firenze, Madrid, Stambul: alcuni momenti di una triangolazione difficile (secoli XVI e XVII), pp. 67-84.
Michele Olivari, La Toscana in alcune fonti letterarie del primo Seicento, pp. 85-116.
Marcello Berti, Il commercio estero della Spagna con la Toscana medicea e gli altri paesi europei: una nota sul Siglo de Oro, pp. 117-172.
Eleonora Baldasseroni, Un toscano alla corte di Filippo III: Orso Pannocchieschi d’Elci, pp. 173-201.
Manuel Espadas Burgos, Las Órdenes de Caballería españolas. Pasado y presente, pp. 205-214.
Cinzia Rossi, Cavalieri per giustizia e cavalieri per commenda dell’Ordine di Santo Stefano nei manoscritti del patrizio pisano Pio dal Borgo (1754-1755), pp. 215-262.
Alfonso de Ceballos – Escalera Gila – Luis F. Cercós García, Españoles en la Orden de San Esteban de Toscana: caballeros pretendientes y falsarios, pp. 263-300.
Adolfo Carrasco Martínez, La idea de nobleza en Toscana y en España. Debate social y contexto político en la transición del XVI al XVII, pp. 301-338.
Marcella Aglietti, Patrizi, cavalieri e mercanti: politiche di nobiltà tra Toscana e Spagna in età moderna, pp. 339-378.
Alessandro Volpi, La «tradizione» spagnola nell’immaginario toscano di primo Ottocento, pp. 379-399.
Isabel Aguirre Landa, Le fonti dell’Archivo General di Simancas per la storia dei rapporti tra Toscana e Spagna, pp. 403-432.
María Jesús Álvarez-Coca González, La Toscana en el Archivo Histórico Nacional (Madrid). Fuentes para su estudio, pp. 433-486.
Christine Pennison, L’archivio di Santo Stefano per la storia dei ceti dirigenti tra Toscana e Spagna, pp. 487-506.
(supplemento XXVI, 2007)
Danilo Marrara, L’Ordine di Santo Stefano e le «pubbliche attestazioni di nobiltà» nel pensiero di Pompeo Neri, pp. 17-28.
Marco Cini, La produzione storiografica del 2006 dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, pp. 29-38.
Eleonora Baldasseroni, Gli altri cavalieri: i cavalieri serventi ed i cavalieri cappellani nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 39-60.
Alessia Zappelli, I Franceschi da Centuri a Pisa. Ascesa di una famiglia corsa nella società toscana e nell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, pp. 61-116.
Antonio Ruiu, La famiglia Ugurgieri nel patriziato senese e nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 117-208.
Luigi Borgia, Gli stemmi del Granducato di Toscana in età lorenese, pp. 209-232.
XXVII (2008)[17]
Danilo Marrara, La città di Colle e l’Ordine di Santo Stefano. Il rescritto del 16 ottobre 1695, pp. 5-18.
Danilo Barsanti, Colle Val d’Elsa e i suoi cavalieri nell’economia e nella società toscana fra XVI e XIX secolo, pp. 19-28.
Marcella Aglietti, Nobiltà periferiche in Toscana tra Sette e Ottocento. Il caso di Colle Val d’Elsa, pp. 29-66.
Alessia Zappelli, Francesco Campana e la commenda Campana, pp. 67-104.
Eleonora Baldasseroni, Le commende Sabolini e Rinieri, pp. 105-130.
Antonio Ruiu, La famiglia Giusti nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 131-164.
Marcello Berti, Protagonisti valdelsani nella vita economica della Pisa quattro-cinquecentesca, pp. 165-214.
Giuseppina Carla Romby, Rinnovamento edilizio e magnificenza civile a Colle Val d’Elsa nell’età dei granduchi medicei, pp. 214-236.
(supplemento XXVII, 2008)
Danilo Marrara, La produzione storiografica dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano nel 2007, pp. 17-28.
Alessia Zappelli, La famiglia Sozzifanti di Pistoia nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 29-52.
Antonio Ruiu, Giuseppe Francesco Pucci e l’Ordine di S. Stefano, pp. 53-76.
Danilo Barsanti, Al servizio del Papa e del Granduca. Storie di cavalieri romani, pp. 77-98.
Angelo de Scisciolo, Un oratore “prudente, accorto e modesto” per la Religione di S. Stefano, pp. 99-130.
Stefania Rudatis Vivaldi-Forti, La famiglia di Benedetto Vivaldi Cavaliere di Santo Stefano, pp. 131-160.
Marina Macchio, Niccolò Venerosi Pesciolini dei Conti di Strido. Un cavaliere stefaniano nell’Europa del XVI-XVII secolo, pp. 161-182.
XXVIII (2009)[18]
Marcella Aglietti, Introduzione, pp. 5-10.
Franco Angiolini, Donne e potere nella Toscana medicea. Alcune considerazioni, pp.13-32.
Aurora Savelli, Tra interessi dinastici e equilibri locali. Caterina Medici Gonzaga governatrice dello Stato nuovo (1627-1629), pp.33-56.
Daniele Edigati, Ut mulier non circumveniatur. La capacità di agire della donna in età moderna fra ius commune e ius proprium, pp. 57-76.
Stefano Calonaci, Gli angeli del testamento. Donne fedecommissarie e fedecommittenti nella Toscana Moderna, pp.77-96.
Marcella Aglietti, Un’illusione per status. L’inferiore nobiltà delle donne nella Toscana dei Lorena, pp.97-120.
Emanuela Minuto, Al di là delle stanze. Note storiografiche su donne di palazzo e potere in età moderna, pp. 121-132.
Gaetano Greco, Monasteri ed esperienze religiose femminili nella Toscana moderna. Problemi ed ipotesi di ricerca, pp.135-162.
Maria Pia Paoli, La dama, il cavaliere, lo Sposo celeste. Modelli e pratiche di vita femminile nella Toscana moderna, pp.163-214.
Stefano Villani, Il matrimonio di una principessa. Le trattative per le nozze di Caterina di Ferdinando Medici con il principe Enrico d’Inghilterra, pp.215-234.
Marco Cini, Economia muliebre e religiosa. Note sulle vicende patrimoniali del monastero di Sant’Anna di Pisa nel XVIII secolo, pp.235-266.
Giuseppina Carla Romby – Maria Camilla Pagnini, I «quadernucci» delle monache. Mecenatismo d’arte e devozione femminile nei monasteri pistoiesi del ’600 e ’700, pp.267-284.
Giulio Fabbri, La soppressione dei monasteri femminili in età leopoldina e napoleonica, pp.285-300.
Eleonora Baldasseroni, Le cavaliere dell’Ordine di Santo Stefano: i monasteri di Pisa e di Firenze, pp.303-322.
Rosalia Amico, Le monache dell’Ordine di S. Giovanni: il monastero di Pisa, pp.323-350.
Alessia Zappelli, Le signore della famiglia Ricasoli tra Ordine di Santo Stefano e altri ordini monasteriali (secoli XVII e XVIII), pp.351-368.
Anne Brogini, Traditions et modernités. L’Ordre de Saint-Jean et les femmes à Malte au début de l’époque moderne, pp.369-384.
Francisco Javier Zamora Rodríguez, La mujer del cónsul español en Livorno: María Antonia de Grunembergh, pp.385-402.
Giovanni Scarabelli, Alcune considerazioni sulla cavalleria al femminile, pp.403-410.
Gabriella Zarri, Postfazione, pp.411-422.
(supplemento XXVIII, 2009)
Cinzia Rossi, La produzione storiografica dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano nel 2008, pp. 23-34.
Stefania Rudatis Vivaldi-Forti, I Forti di Pescia nell’Ordine di Santo Stefano e nelle istituzioni pubbliche, pp. 35-68.
Marina Macchio, Il Palagio. Villa di campagna del cavaliere Niccolò Venerosi Pesciolini dei Conti di Strido attraverso le memorie di famiglia e i documenti conservati a Pisa nell’Archivio dei Cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 69-86.
Alice Sobrero, Ludwig Guttenbrunn e il ritratto di un “Cavaliere dell’Ordine di Santo Stefano con Dama”. Percorsi per un’indagine diagnostica, pp. 87-106.
Angelo de Scisciolo, Guida inventario del materiale documentario inerente all’Ordine di Santo Stefano presente nei fondi archivistici dell’Archivio di Stato di Firenze, pp. 107-132.
XXIX (2010)
Anna Vittoria Migliorini – Marco Cini, La produzione storiografica dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano nel 2009, pp. 19-38.
Cinzia Rossi, I progetti di Giulio Rucellai e di Filippo Rota in tema di legislazione nobiliare toscana, pp. 39-90.
Danilo Marrara, La città di Pescia e l’Ordine di Santo Stefano. Il motuproprio del 25 luglio 1732, pp. 93-102.
Antonio Ruiu, I cavalieri di Pescia membri dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 103-132.
Stefania Rudatis Vivaldi-Forti, I Forti di Pescia nella storia civile e nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 133-164.
Alessia Zappelli, La famiglia Cecchi di Pescia e l’Ordine di Santo Stefano, pp. 165-176.
Marcello Berti, L’economia di Pescia e della Valdinievole e i limiti del loro sviluppo (secoli XIV-XVI), pp. 177-228.
Gigi Salvagnini, Le istituzioni civili a Pescia e in Valdinievole, pp. 229-236.
Giuseppina Carla Romby, Pescia città e patria nobile: architettura e magnificenza civile, pp. 237-254.
Eva Gregorovičová, L’Ordine del Merito sotto il titolo di San Giuseppe alla luce dei documenti scoperti nell’archivio familiare degli Asburgo Lorena a Praga, pp. 257-264.
Marco Gemignani, Le caratteristiche e l’attività dell’incrociatore corazzato Pisa, pp. 269-298.
Luigi Romani, Rinascita di Pisa e nascita di Livorno sotto i Medici, pp. 299-310.
Roberto Liberi, Forte, Pisa, a le prove! La bandiera di battaglia alla nave «Pisa». Uno scritto di Alessandro D’Ancona, pp. 311-324.
XXX (2011)
Franco Angiolini, Tra politica, propaganda e memoria. A proposito di una Relazione su un’impresa delle galere stefaniane, pp. 29-56.
Marcella Aglietti, Quando il principe è dispensatore di cavallereschi onori. Horace Mann e il cavalierato di Bath (1768), pp. 57-74.
Cinzia Rossi, La città di Livorno nel quadro delle patrie nobili toscane, pp. 75-98.
Daniele Edigati, La soppressione ricasoliana dell’Ordine di Santo Stefano. Note giuridiche sul provvedimento del 1859, pp. 101-116.
Giulio Fabbri, La chiesa conventuale e il clero stefaniano dopo l’Unità d’Italia, pp. 117-158.
Danilo Barsanti, Pensavo già all’archivio stefaniano e domani provvederò (Ricasoli). Per una storia dell’Archivio dell’Ordine di Santo Stefano a Pisa, pp. 159-180.
Christine Pennison, La biblioteca dell’Ordine di Santo Stefano presso l’Archivio di Stato di Pisa, pp. 181-202.
Franco Paliaga, La dispersione del patrimonio artistico dell’Ordine di Santo Stefano al momento della soppressione del 1859, pp. 203-214.
Danilo Barsanti, Priori, balì, cavalieri e commendatori esistenti alla soppressione dell’Ordine nel 1859, pp. 217-240.
XXXI (2012)
Giancarlo Vallone, Famiglie nobili albanesi nella feudalità meridionale, pp. 25-80.
Cinzia Rossi, Ancora in tema di città nobili, pp. 81-104.
Giulio Fabbri, La chiesa conventuale di Santo Stefano e il clero stefaniano dal 1809 al 1859: dalla soppressione dell’Ordine ad opera di Napoleone alla soppressione del Ricasoli, pp. 105-146.
Alessandro Breccia, Due giovani cavalieri stefaniani nel Risorgimento italiano: Carlo e Sebastiano Fenzi, pp. 147-166.
Danilo Marrara, Montepulciano città nobile. Una vicenda singolare tra legislazione granducale e normativa stefaniana, pp. 169-176.
Antonio Ruiu, I cavalieri di Montepulciano membri dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 177-192.
Alessia Zappelli, Provanze stefaniane per giustizia a Montepulciano nel XVI secolo, pp. 193-200.
Giovanni Cipriani, Elites e classi dirigenti a Montepulciano fra XVI e XVII secolo, pp. 201-218.
Giuseppina Carla Romby, Architettura e magnificenza civile a Montepulciano in età granducale, pp. 219-226.
Marco Matteucci, Il legittimo esercizio del Gran Magistero del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, pp. 229-238.
Danilo Marrara, I Priori della Chiesa conventuale dell’Ordine di Santo Stefano e Provveditori dello Studio di Pisa, pp. 241-248.
XXXII (2013)
Daniele Edigati, Il privilegio del foro dei cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano nell’opera di Francesco Ansaldi, pp. 31-64.
Cinzia Rossi, Mercatura e nobiltà. Attività imprenditoriali e status nobiliare con particolare riguardo alla Toscana, pp. 65-86.
Marco Gemignani, La Marina stefaniana durante il primo periodo di comando dell’ammiraglio Giulio Barbolani dei conti di Montauto, pp. 87-128.
Carlos Plaza, «Davitte Fortini architettore» y la construcción de los edificios de la Orden de Caballeros de Santo Stefano en Pisa (1562-1572), pp. 129-152.
Giulio Fabbri, Ispirazione religiosa ed organizzazione ecclesiastica nell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, pp. 153-186.
Francisco Zamora Rodríguez, ¿San Felipe o San Andrés? La creación de una orden militar para el control y defensa de Flandes (1566?-1573), pp. 187-206.
Marco Cini, Filippo Corridi. La Statistica sull’industria toscana (1850) e la commenda stefaniana di grazia (1852), pp. 207-246.
Danilo Barsanti, Giovambattista Giovio, Lettere elvetiche. Diario del viaggio in Svizzera del 1777 con Alessandro Volta, a cura di Alessandra Mita Ferraro, pp. 253-258.
Danilo Marrara – Cinzia Rossi, Testimonianze di Bernardo Tanucci nel fondo Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano dell’Archivio di Stato di Pisa, pp. 261-268.
XXXIII (2014)
Cinzia Rossi, Città nobili e Ordine di Santo Stefano. Secoli XVI-XVIII, pp. 29-46.
Alessandra Mita Ferraro, Presenza stefaniana in Lombardia. Il conte comasco Giambattista Giovio e i Guicciardini nobili di Valtellina, pp. 47-80.
Blanca González Talavera, Baltasar Suárez de la Concha (1537-1620). De mercader de lanas a Primo Balì di Firenze, pp. 81-92.
Giulio Fabbri, Giulio Boninsegni Provveditore dell’Università di Pisa e Priore della Conventuale dei Cavalieri di Santo Stefano, pp. 93-144.
Eva Gregorovičová, L’Archivio familiare degli Asburgo Lorena a Praga. Struttura, valore documentario, progetti di digitalizzazione, pp. 145-176.
Monica Chiantini, De’ giudizii, delle prohibitioni et pene. La giurisdizione criminale dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, pp. 179-210.
Daniele Edigati, Note sul privilegio di foro dei Cavalieri stefaniani fra Sette e Ottocento, pp. 211-242.
Marco P. Geri, Cavalli e (i) Cavalieri. Tracce di un’esperienza istituzionale stefaniana, pp. 243-272.
Romina Brugioni, Le Commende dell’Ordine di Santo Stefano nella giurisprudenza rotale, pp. 273-278.
Angelo de Scisciolo, Un caro ricordo, pp. 287-296.
XXXIV (2015)
Enrico Spagnesi, Della nobiltà civile. Per la storia giuridica del concetto in Toscana, pp. 29-80.
Giancarlo Vallone, Autonomia cittadina, pauperes, ‘pubblico’, pp. 81-110.
Simon Mercieca, Celio Secondo Curione and his Narrative History of the Siege of Malta in 1565, pp 111-132.
Cinzia Rossi, Sulle origini della connessione tra il Priorato della Chiesa Conventuale di Santo Stefano e il Provveditorato dello Studio di Pisa (1575-1576), pp. 133-150.
Alessandra Mita Ferraro, Ancora sulla presenza stefaniana in Lombardia. I Raimondi di Como e il marchese Pietro Paolo Raimondi, pp. 151-174.
Cinzia Rossi, Due nobiltà a raffronto nell’opera di Pompeo Neri, pp. 175-188.
Marco Cini, Infrastrutture e sviluppo del mercato in Toscana. La costruzione dei ponti sull’Arno nella prima metà dell’Ottocento, pp. 189-216.
Giulio Fabbri, Il cardinale Pietro Maffi, i cavalieri di Santo Stefano e la guerra, pp. 217-284.
Marina Macchio, Relatione al Serenissimo Gran Duca di Toscana del Viaggio fatto dal Capitano Giuseppe Paccheroni da Fermo Cavaliere della Sacra Religione di Santo Stefano, pp. 287-314.
XXXV (2016)
Daniele Edigati, L’esame d’accesso alla professione di procuratore e di avvocato nella Firenze leopoldina (1777-1784), pp. 11-34.
Cinzia Rossi, Il patrizio pisano Pio dal Borgo. Le sue riflessioni sulla legislazione nobiliare e le Memorie Istoriche dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 35-70.
Lara Marchi, L’Ordine di Santo Stefano e la legislazione toscana sulla Manomorta, pp. 71-84.
Cinzia Rossi, Filippo Buonarroti nell’Ordine di Santo Stefano (1778-1799), pp. 85-100.
Ange Rovere, Filippo Buonarroti en Corse: du mythe aux réalités, pp. 101-122.
Luca Michelini, Una scienza contro la democrazia: l’economia. Da Buonarroti a Marx, pp. 123-134.
XXXVI (2017)
Potito Quercia, Le economie insulari e l’interscambio commerciale tra Maiorca, Sicilia e Sardegna nel XVI secolo, pp. 11-34.
Barbara Baldasseroni Corsini – Romano Paolo Coppini, Lettere di Leopoldo II e di Giovanni Baldasseroni conservate nell’Archivio Nazionale di Praga e nell’Archivio Baldasseroni di Firenze, pp. 35-94.
Cinzia Rossi, Alcuni testi normativi di età laurenziana pertinenti ai vetera statuta dello Studio di Pisa, pp. 95-126.
Marco P. Geri, Universi particolari: l’apparato sanzionatorio stefaniano tra statuti, prassi capitolare e consiliare, pp. 129-148.
Marina Macchio, Relazione su Casteldif lì Marsilia e quanto seguì di Cassau, e di Marsilia, e quanto operò il Cavaliere Pesciolini e prima parte delle sue lettere conservate nell’Archivio di Stato di Firenze, pp. 149-196.
XXXVII (2018)
Gaetano Greco, La soppressione delle case religiose nella Toscana moderna fra appropriazione privata e felicità dei popoli, pp. 11-50.
Ange Rovere, Les couvents, échec à la gallicanisation de l’Eglise corse, pp. 51-64.
Mario Taccolini, La soppressione di ordini e congregazioni religiose in Lombardia dal riformismo illuminato all’unificazione nazionale: note storiografiche, pp. 65-82.
Giulio Fabbri, L’applicazione in provincia di Pisa delle leggi eversive del patrimonio ecclesiastico approvate dal Parlamento italiano nel 1866 e 1867, pp. 83-120.
Francesco Canali, Per una storia della tradizione stefaniana ad Amelia: il caso dei Farrattini Pojani, pp. 123-134.
Marina Macchio, Lettere del Cavaliere Niccolò Venerosi Pesciolini conservate nell’Archivio di Stato di Firenze (seconda parte), pp. 135-176.
XXXVIII (2019)
Marco Santillo, Assistenza e pubblica beneficenza nel Napoletano dal Medioevo alla «legge Crispi»: lineamenti di una storia economica e sociale, pp. 11-30.
Danilo Barsanti, Francesco Finocchietti. «Un gentiluomo del vecchio stampo», pp. 31-58.
Daniele Ronco, Bibliografia su Curtatone e Montanara (battaglia, personaggi, mito), pp. 59-82.
Marco Gemignani, Il cavaliere parmense Pier Luigi Rossi viceammiraglio, ammiraglio e gran contestabile dell’Ordine di Santo Stefano, pp. 87-114.
Giovanni Scarabelli, Gli Ordini del Granducato di Toscana e il Ducato di Parma, pp. 115-122.
Guido Agosti, Il Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio e il Sacro Militare Ordine di Santo Stefano papa e martire. Tratti comuni e differenze, pp. 123-140.
Lorenzo Benedetti, A chiare lettere: gli Statuti dell’Ordine di Santo Stefano nell’opera di Vincenzio Piazza, pp. 141-156.
Giovanni Leoncini, La celebrazione della vittoria di Bona nell’affresco del Volterrano alla Villa medicea della Petraia, pp. 157-166.
XXXIX (2020)
Paolo Nello, Il Guf di Pisa tra fascismo «vecchio» e fascismo «nuovo», pp. 11-18.
Fabrizio Amore Bianco, Il “lungo viaggio” dal corporativismo all’autarchia. I giovani intellettuali del “Collegio Mussolini” e la “Civiltà del Lavoro”, pp. 19-46.
Marco Gemignani, Pompeo Aloisi, ufficiale della Regia Marina e primo presidente dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, pp. 47-64.
Giulio Fabbri, La Chiesa pisana e il fascismo negli anni Trenta, pp. 65-86.
Cristina Passetti, Il paradigma di Roma antica nei Pensieri politici di Vincenzio Russo, pp. 89-104.
Fausto Fioriti, Procure, fedi di vita e cartoline: gli strumenti giuridici degli investimenti dei Genovesi a Venezia a metà Seicento, pp. 105-134.
Barbara G. Giappichelli, Il viaggio in Levante fra il 1750 e il 1751 del cavaliere stefaniano Rutilio Tommasi, pp. 137-156.
Lorenzo Benedetti, Per una rilettura della Bona Espugnata: il poema tra verisimile e meraviglioso, pp. 157-190.
XL (2021)[19]
Marcella Aglietti – Marco Cini, Presentazione, pp. 11-14.
Claudio Palazzolo, L’impegno istituzionale, pp. 17-22.
Nico De Federicis – Maria Chiara Pievatolo, Danilo Marrara, Giuliano Marini e le scienze politiche a Pisa, pp. 23-26.
[Alle pp. 27-178 sono ripubblicati, riuniti in una sezione intitolata Un itinerario intellettuale. Scritti scelti a cura di Marcella Aglietti e Marco Cini, otto saggi di Danilo Marrara; alle pp. 179-184 i curatori danno la bibliografia del dedicatario. La successiva sezione, Per un bilancio storiografico, raccoglie quattro studi in onore del professor Marrara sotto elencati; concludono il volume dieci testimonianze di amici, colleghi e allievi alle pp. 245-269.]
Daniele Edigati, Danilo Marrara e la storia delle istituzioni con l’occhiale del giurista, pp. 187-202.
Luca Mannori, Nobiltà civiche e ceti dirigenti locali, pp. 203-216.
Enrico Spagnesi, Danilo Marrara. I suoi studi sull’ateneo pisano e sull’insegnamento del diritto comune, pp. 217-230.
Cinzia Rossi, Danilo Marrara e gli studi sul giurista toscano Pompeo Neri: un percorso che parte da lontano, pp. 231-242.
XLI (2022)
Sergio Bravo Sánchez, El arbitraje regio durante las gobernaciones de la emperatriz Isabel de Portugal: el pleito sucesorio de la Casa ducal de Béjar (1531-1535), pp. 11-32.
Andrea Bergaz Alvarez, La conformaciόn de un savoir faire transnacional: los inicios del III marqués de los Balbases en Italia (c. 1648-1670), pp. 33-52.
Valentina Marguerite Kozák, Nobleza desvalida y tutela discutida: el enfrentamiento entre la baronesa de Berlepsch y el círculo de caballeros del Sacro Imperio por la tutela de sus hijos Sitigo Erboldo y Pedro Felipe (1676-1694), pp. 53-72.
Alessandro Volpi, Ascesa sociale e strumenti della tradizione: le commende Fenzi e de Larderel, pp. 75-92.
Maria Gussoni, Alla periferia del Granducato di Toscana: Pontremoli “città nobile”, pp. 93-116.
Marco P. Geri, Per la storia della giurisdizione stefaniana: il Consiglio risponde alla Reggenza (1745), pp. 117-128.
Barbara G. Giappichelli, La seconda Guerra di Morea in una memoria inedita del cavaliere Alessandro Tommasi di Cortona, pp. 129-160.
XLII (2023)
Daniele Edigati, Presentazione. Mario Montorzi e la storia del diritto fra politica, economia e società,pp. 11-18.
[Mario Montorzi], Appunti per una storia del commercio e delle manifatture di Pontedera agli inizi dell’età contemporanea, pp. 19-41.
[Mario Montorzi], Usi beneficiali della Commenda. Vicende di terminologia giuridica tra diritto canonico e diritto patrio toscano, pp.43-68.
[Mario Montorzi], Il tema politico della pena di morte. Novembre 1859. L’abolizionista Francesco Carrara sale in cattedra a Pisa, pp. 69-83.
Fabrizio Bientinesi, L’antimercantilismo nel Télémaque di François Fénelon, pp. 87-94.
Carlos Infantes Buil, La intervención francesa en la Carrera de Indias durante la Guerra de Sucesión: la flota de Nueva España de Andrés de Pez (1708-1710), pp. 95-115.
Francesco Giosuè, Gaetano Filangieri nell’«officina vulcanica» di Felice Le Monnier, pp. 117-137.
Chiara Galligani, Cittadini lucchesi obbedienti allo Stato toscano. Prime riflessioni sulla presenza di cavalieri lucchesi nell’Ordine di Santo Stefano, pp. 141-157.
Barbara Giappichelli, La seconda vita del cavaliere stefaniano Alessandro Tommasi. Ovvero fra’ Anton Felice da Cortona cappuccino missionario, pp. 159-195.
Lorenzo Benedetti, Quarant’anni di «Quaderni Stefaniani». Profilo storico e indici per annata della rivista (1982-2022), pp. 197-230.
[1] Il volume è dedicato interamente alla pubblicazione degli atti del convegno L’Ordine di Santo Stefano e lo Studio di Pisa (Pisa, 14-15 maggio 1993), promosso dall’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa e dall’Archivio di Stato di Pisa.
[2] Il volume è dedicato interamente alla pubblicazione degli atti del convegno L’Ordine di Santo Stefano e la nobiltà toscana nelle riforme municipali settecentesche (Pisa, 12-13 maggio 1995), promosso dall’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa e dall’Archivio di Stato di Pisa.
[3] A partire dall’annata XIV (1995) fino all’annata XXVIII (2009), ogni anno sono stati regolarmente pubblicati un «Quaderno» e un «Supplemento», entrambi sedi di studi scientifici: mentre i primi sono stati utilizzati come sede di pubblicazione per atti di convegno, i secondi hanno ospitato saggi e note critiche non legati a un tema comune. Con l’inizio della direzione di Danilo Marrara è stato pubblicato il solo Quaderno; il Supplemento è stato ripreso dal 2016 ma come sede di articoli e rassegne non legati alla ricerca.
[4] Il volume è dedicato interamente agli atti del convegno L’istituto della Carovana nell’Ordine di Santo Stefano (Pisa, 10 maggio 1996), promosso dall’Istituzione, dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa e dall’Archivio di Stato di Pisa.
[5] Il contributo si riferisce agli atti editi nel volume XIV (1995).
[6] Il volume è dedicato interamente agli atti del convegno L’Ordine di Santo Stefano e la città di Pisa. Dignitari della Religione, dirigenti dello Studio e funzionari del Governo nei secoli XVI-XIX (Pisa, 9-10 maggio 1997), promosso dall’Istituzione, dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa e dall’Archivio di Stato di Pisa.
[7] Il volume è dedicato interamente alla pubblicazione degli atti del convegno L’Ordine di Santo Stefano e la nobiltà senese (Pisa, 8 maggio 1998), promosso dall’Istituzione, dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa e dall’Archivio di Stato di Pisa.
[8] Il volume è dedicato interamente gli atti del convegno L’Ordine di Santo Stefano e l’amministrazione delle sue fattorie (Pisa, 14-15 maggio 1999), promosso dall’Istituzione, dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa e dall’Archivio di Stato di Pisa.
[9] Il volume è dedicato interamente agli atti del convegno Piombino e l’Ordine di Santo Stefano nel 600° anniversario della nascita dello Stato di Piombino (Populonia, 13 maggio 2000), a cura di Danilo Marrara, promosso dall’Istituzione, dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa e dall’Associazione Amici di Populonia.
[10] Il volume è dedicato interamente alla pubblicazione degli atti del convegno L’Ordine di Santo Stefano e il mare (Pisa, 11-12 maggio 2001), promosso dall’Istituzione e dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa.
[11] Il volume è dedicato interamente agli atti del convegno Pontremoli e l’Ordine di Santo Stefano (Pontremoli, 10 maggio 2002), a cura di Danilo Marrara, promosso dall’Istituzione, dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa e dal Comune di Pontremoli.
[12] Il volume è dedicato interamente agli atti del convegno La commenda di grazia dell’Ordine di Santo Stefano nell’Ottocento (Pisa, 9-10 maggio 2003), promosso dall’Istituzione, dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa e dall’Archivio di Stato di Pisa.
[13] Il volume è dedicato interamente agli atti del convegno San Miniato e l’Ordine di Santo Stefano (San Miniato, 14 maggio 2004), a cura di Danilo Marrara, promosso dall’Istituzione, dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa e dall’Archivio di Stato di Pisa.
[14] Il volume è dedicato interamente agli atti del convegno La Boemia e l’Ordine di Santo Stefano (Praga, 20 maggio 2005), a cura di Danilo Marrara, promosso dall’Istituzione, dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa, dall’Istituto Italiano di Cultura di Praga e dall’Archivio di Stato di Praga.
[15] Il volume è dedicato interamente agli atti del convegno Volterra e l’Ordine di Santo Stefano (Volterra, 19 maggio 2006), a cura di Danilo Marrara, promosso dall’Istituzione e dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa con il patrocinio del Comune di Volterra.
[16] Il volume è dedicato interamente agli atti del convegno internazionale Istituzioni, potere e società. Le relazioni tra Spagna e Toscana per una storia mediterranea dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano (Pisa, 18 maggio 2007), a cura di Marcella Aglietti, promosso dall’Istituzione, dal Comité Español de Ciencias Histόricas e dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Ateneo pisano.
[17] Il volume è dedicato interamente alla pubblicazione degli atti del convegno Colle Val d’Elsa e l’Ordine di Santo Stefano. Istituzioni, economia, società (Pisa, 23 maggio 2008), a cura di Danilo Marrara, promosso dall’Istituzione e dal Dipartimento di Scienze della Politica dell’Università di Pisa.
[18] Il volume è dedicato agli atti del convegno internazionale Nobildonne, monache e cavaliere dell’Ordine di Santo Stefano. Modelli e strategie femminili nella vita pubblica della Toscana granducale (Pisa, 22-23 maggio 2009), a cura di Marcella Aglietti, promosso dall’Istituzione e dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pisa.
[19] Il volume è interamente dedicato alla memoria del professor Danilo Marrara, già direttore della rivista dal 2009 al 2015.

